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Dopo aver individuato gli obiettivi e quantificato le risorse necessarie al loro raggiungimento, prima di scegliere gli elementi con cui costruire il portafoglio è fondamentale scegliere una strategia e un pilota.

Il portafoglio strategico

Per facilitare la comprensione della struttura del portafoglio, abbiamo pensato di rappresentarlo sfruttando l'immagine di una familiare "casetta":

Casetta Piccola

  1. Sotto il livello del terreno ci sono le fondamenta ovvero la parte di risorse destinate a risolvere i "bisogni vitali" imprescindibili
    • I bisogni vitali di oggi - CONTO CORRENTE: disponibilità liquide subito disponibili che servono alle spese quotidiane - RISERVA: risorse investite in strumenti a basso rischio/rendimento facilmente smobilizzabili senza vincoli e senza doversi preoccupare dell'andamento dei mercati
    • I bisogni vitali di domani - PREVIDENZA: risorse destinate a garantire il tenore di vita nella fase post-lavorativa
  2. Sopra alle fondamenta trovano posto le risorse destinate alla soddisfazione di obiettivi importanti ma non "non vitali"
    • LIQUIDITA': risorse investite in strumenti a basso rischio/rendimento (obiettivo di difesa dall'inflazione) destinate al presidio di obiettivi a breve termine (<12 mesi)
    • CRESCITA TUTELATA: risorse investite in strumenti a rischio/rendimento intermedio (obiettivo di battere di qualche punto % l'inflazione) destinate al presidio di obiettivi di medio/lungo termine (da 12/24 mesi a 48 mesi).
    • OPPORTUNITA': risorse investite in strumenti a rischio da elevato a molto elevato fino a speculativo destinate al presidio di obiettivi di lungo termine (>48 mesi)
  3. Il Tetto corrisponde agli strumenti destinati alla protezione dai rischi che potrebbero impedire il raggiungimento dei propri obiettivi
    • Rischi legati alla persona (morte, invalidità permanente, ecc.)
    • Rischi legati al patrimonio (danni all'abitazione, danni a terzi, ecc.)
    • Rischi legati all'attività (rischi professionali, danni alle merci, ecc.)

Strumenti e strategie

Una volta scelto il portafoglio strategico, è opportuno scegliere se e come intervenire su di esso in presenza di determinate situazioni di mercato; un errore comune è quello di utilizzare le varie strategie in modo emotivo; questo porta a intervenire sul portafoglio intempestivamente e quasi sempre irrazionalmente. Vogliamo qui descrivere le principali strategie sottolineandone i pro e i contro e individuando a quali investitori siano più adatte.

Strategie "a benchmark" (anche dette Buy & Hold)

Queste strategie non si propongono l'obiettivo di interpretare il mercato ma di seguirne quasi passivamente l'andamento mantenendo un profilo di rischio costante indipendentemente dagli eventi. La sovraperformance di lungo periodo dipende solitamente solo dalla selezione dei titoli in presenza di una sostanziale stabilità del profilo di rischio nel tempo.

Andamento dell'investimento (linea verde) rapportato al suo benchmark (linea rossa)

Andamento dell'investimento (linea verde) rapportato al suo benchmark (linea rossa)

Aspetti Positivi Aspetti negativi

Strategie "Flessibili quantitative"

Queste strategie hanno come obiettivo primario quello di proteggere il capitale e secondariamente di ricercare il rendimento. Ci si potrà dunque aspettare una miglior performance rispetto alle strategie e benchmark durante le fasi calanti, ma una minor partecipazione ai rialzi nelle fasi di ripresa.
Queste strategie replicano il comportamento che terrebbe normalmente un investitore emotivo, riuscendo normalmente a restituire una maggiore efficienza; esse tendono ad aggiungere rischio al portafoglio quando le cose vanno bene e a uscire progressivamente dai mercati quando le cose vanno male; queste strategie non sono le più performanti in un ottica di medio/lungo termine ma consentono agli investitori emotivi di sopportare meglio la volatilità dei mercati.

Darta Diamond vs Benchmark

Andamento dell'investimento (linea verde) rapportato al suo benchmark (linea rossa)

Aspetti Positivi Aspetti Negativi

Strategie "Flessibili contrarian"

Queste strategie hanno come obiettivo primario quello di ricercare il rendimento tentando fdi anticipare il mercato.; questo comportamento può esporre a forti oscillazioni il capitale soprattutto in coincidenza dei cambiamenti di trend quando il gestore cambia repentinamente il posizionamento del portafoglio. Per poterle attuare sono necessarie qualità non comuni in quanto è necessario gestire la continua lotta tra razionalità ed emotività. Quando la pancia dice di vendere spesso sul mercato si trovano i prezzi migliori, quando dice di comperare invece solitamente i prezzi sono meno convenienti.
Per i motivi sopra esposti, battere il mercato con regolarità utilizzando queste strategie è un esercizio possibile solo a pochi gestori con grande esperienza e sangue freddo; il "fai da te", in questo caso, è un'utopia (approfondimento).

Andamento dell'investimento "contrarian" (linea verde) in rapporto ad un investimento "a benchmark" caratterizzato dallo stesso profilo di rischio

Andamento dell'investimento "contrarian" (linea verde) in rapporto ad un investimento "a benchmark" caratterizzato dallo stesso profilo di rischio

Aspetti Positivi Aspetti Negativi

Strategie "Alternative"

Esistono infine delle strategie cosiddette "Alternative" che producono andamenti che dipendono in modo molto marginale dalla direzione dei principali mercati e in modo maggiore dall'abilità del team di gestione. Il profilo di rischio/rendimento di queste strategie è normalmente più vicino a quello delle obbligazioni che delle azioni e la loro maggiore utilità stà nella loro capacità di aumentare la diversificazione del portafoglio.

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