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Pianificare

Quando si fanno delle scelte in un ambito complesso diventa fondamentale la pianificazione; questa delicata fase, permette di valutare in anticipo le conseguenze delle scelte stesse potendo inoltre stimare l'impatto dei possibili imprevisti (stress-test).
Il passo più importante di questo processo è la conoscenza dei vincoli esistenti e delle variabili in gioco.
Parlando di risparmio e investimenti, tre sono i passi da fare per una corretta pianificazione:

  1. CONOSCERE SE' STESSI E LA PROPRIA REALTA' (realtà interna)
  2. DEFINIRE OBIETTIVI CHIARI
  3. CONOSCERE LE "REGOLE DEL GIOCO" (realtà esterna)

1 - CONOSCERE SÈ STESSI

La realtà oggettiva

La nostra lunga esperienza ci insegna che quando si pensa alla propria realtà, ciò che viene subito in mente sono i progetti, mentre la valutazione delle risorse disponibili e il mondo dei rischi rimangono normalmente in secondo piano. Questo difetto di conoscenza porta a macroscopici errori di pianificazione che possono comportare importanti disagi.
Per aiutare le persone a riflettere considerando il maggior numero di elementi possibili, abbiamo dunque ritenuto opportuno costruire degli schemi di riferimento che hanno come base l'immagine del ciclo di vita suddiviso in 4 aree principali. Cliccando su ognuna della 4 fasi è possibile vedere una sintesi dei principali eventi di vita, degli obiettivi e dei rischi che normalmente la caratterizzano.

Formazione Personale Famiglia "Giovane" Famiglia "Adulta" Famiglia "Senior"
FORMAZIONE PERSONALE
E' la fase della vita in cui la persona si forma da un punto di vista umano e professionale. Non producendo reddito, dipende totalmente dagli altri e dunque la sua risorsa principale è rappresentata dalla salute e la prospetrità dei genitori/tutori.
EVENTI DELLA VITA OBIETTIVI PRINCIPALI RISCHI PRINCIPALI
Nascita
Crescita
Formazione umana
Formazione scolastica
Perdita genitori/tutori
FAMIGLIA GIOVANE
E' la fase del ciclo di vita nella quale si gettano le basi per la futura tranquillità. L'affrancamento dalla realtà genitoriale e la costruzione di una nuova famiglia (in coppia o da "single"), presuppone l'assunzione di nuove responsabilità in un momento in cui il patrimonio e le tutele legate al welfare sono normalmente esigui. L'esposizione alle conseguenze derivanti da eventi inattesi (perdita del lavoro, invalidità, inabilità, ecc.) è molto elevata.
Il cosiddetto - "Ferro di Cavallo"
EVENTI DELLA VITA OBIETTIVI PRINCIPALI RISCHI PRINCIPALI
Primo lavoro
Indipendenza
Convivenza/Matrimonio
Separazione/Divorzio
Nascita figli
Inizio Accumulo
Acquisto auto
Acquisto prima casa
Rimborso debiti
Tutela per sè e familiari
Perdita del lavoro
Fallimento
Separazione/Divorzio
Invalidità Permanente
Premorienza
Danni al Patrimonio
Responsabilità civile
FAMIGLIA ADULTA
E' la fase del ciclo di vita in cui si concentra il massimo della responsabilità: dal reddito e dal patrimonio possono infatti dipendere il proprio futuro, il futuro dei figli, e il benessere dei genitori ormai anziani. Il patrimonio può aver raggiunto valori importanti e va dunque tutelato.
Il cosiddetto - "Ferro di Cavallo"
EVENTI DELLA VITA OBIETTIVI PRINCIPALI RISCHI PRINCIPALI
Università/master figli
Indipendenza figli
Separazione/Divorzio
Nuovo matrimonio
Aumento resp. vs anziani
Supporto ai figli
Incremento tenore di vita
Acquisto seconda casa
Accumulo pensionistico
Assistenza anziani o disabili
Tutela per sè e familiari
Perdita del lavoro
Fallimento
Separazione/Divorzio
Invalidità Permanente
Premorienza
Danni al Patrimonio
Responsabilità civile
FAMIGLIA SENIOR
E' la fase del ciclo di vita in cui si raccoglie quanto di buono si è seminato nelle precedenti fasi del ciclo divita. L'obiettivo principale è certamente il mantenimento del tenore di vita e dell'autonomia anche se possono permanere o sorgere responsabilità verso figli o nipoti (disabili???). La pianificazione del passaggio generazionale (autonomi, artigani o imprenditori) e la pianificazione successoria diventano una priorità per evitare importanti problematiche a sè o ai propri cari.
Il cosiddetto - "Ferro di Cavallo"
EVENTI DELLA VITA OBIETTIVI PRINCIPALI RISCHI PRINCIPALI
Pensionamento di coppia
Passaggio generazionale
Problematiche III e IV età
Nascita nipoti
Mantenimento tenore di vita
Supporto a figli/nipoti
Tutela dei familiari
Pianificazione successoria
Lasciti e donazioni liberali
Non autosufficienza
Vedovanza
Danni al patrimonio
Dissesti finanziari
Responsabilità civile

La realtà soggettiva

Una volta analizzata con attenzione da un punto di vista oggettivo la propria realtà, rimane un altrettanto importante ambito di conoscenza: la realtà soggettiva.
Le caratteristiche caratteriali e le esperienze passate sono ciò che ci repossono portare a reazioni molto diverse.

Il Profilo Comportamentale Conoscere il proprio profilo comportametale è estremamente importante perché aiuta a prevedere le possibili reazioni di fronte ad eventi sfavorevoli più o meno gravi; un portafoglio costruito rispettando tale profilo consente di ridurre fortemente il rischio di errori gravi nella gestione del proprio patrimonio. Il Profilo Comportamentale dipende essenzialmente da due componenti:

  1. - Il profilo di rischio oggettivo: dall'analisi della realtà oggettiva (v. sopra) possono emergere dei vincoli importanti che si riflettono sulla propensione al rischio della persona.
    La presenza di un rischio oggettivo elevato (ad es.: incertezza sul lavoro), induce inevitabilmente una maggior avversione al rischio finanziario anche in soggetti poco emotivi che normalmente affrontano le oscillazioni negative del capitale con estrema compostezza.
  2. - Il profilo di rischio soggettivo: la realtà oggettiva viene filtrata da ognuno in modo profondamente personale e la lettura che ne risulta può essere decisamente originale; ciò che rende unica la risposta comportamentale di una persona di fronte alla medesima realtà sono tre componenti principali:
    • - Il proprio carattere
    • - Le esperienze passate
    • - Il grado di conoscenza del problema da affrontare
  3. La tolleranza al rischio personale è una grandezza decisamente difficile da rilevare perchè appare in modo chiaro solo al concretizzarsi del rischio stesso; essa non rispecchia solo la propria predisposizione personale alla gestione delle situazioni avverse ma dipende anche in larga parte dalle esperienze vissute, dalla fase del ciclo di vita attraversata e dal numero di fattori avversi concomitanti; può inoltre mutare nel tempo.
Non essendo possibile vivere a priori realmente le situazioni di stress emotivo a cui ci espongono ciclicamente i mercati, può essere utile simulare tali eventi mediante dei cosiddetti stress-test.

Stress-test e perdita massima tollerata

Lo stress test consiste in modo molto semplice nel trasformare in € una perdita % potenziale dei mercati. Se consideriamo infatti i grafici sotto riportati possiamo vedere l'evoluzioine in euro di un portafoglio di investimento di 100.000 € che abbia come ISR (Indice Sintetico di Rischio) un valore di 80 nel primo caso e un valori di 20 nel secondo caso.

Andamento di un portafoglio di 100.000 € investito in un portafoglio con ISR (Indice Sintetico di Rischio) = 80


Andamento dello stesso capitale investito in un portafoglio con ISR (Indice Sintetico di Rischio) = 20 nelle stesse condizioni di mercato. E' evidente la minore oscillazione del capitale sul ribasso ma anche sul rialzo successivo


Se volete mettere alla prova dello stress test il vostro portafoglio andate alla pagina Stress-Test e cliccate in corrispondenza del valore di ISR più vicino al vostro (se non lo conoscete potete chiedercelo tramite il form a piè di pagina o tramite mail).

2 - DEFINIRE OBIETTIVI CHIARI

Una volta conosciuta in modo approfondito la propria realtà è possibile definire in modo più consapevole e realistico i propri obiettivi che possono essere di due tipi:

Una volta individuati gli obiettivi, sarà a questo punto necessario definire:

Questo sforzo di razionalizzazione iniziale, consente di scegliere gli strumenti finanziari partendo dagli obiettivi e non dai mercati.
L'alternativa più comune alla pianificazione è invece spesso la ricerca di scelte di investimento che possano contemporaneamente garantire una sufficiente sicurezza, un discreto rendimento, una rapida liquidabilità, la trasmissibilità agli eredi, ecc.
Purtroppo, tuttavia, gli strumenti "onnipotenti" non esistono e, sia che si parli di investimenti mobiliari che di strumenti immobiliari, la coperta è sempre corta.
Ecco che l'utilizzo di strumenti specifici (normalmente più efficienti di quelli generici) consente non solo di evitare errori grossolani, ma anche di risparmiare molte risorse.

3 - CONOSCERE LE REGOLE DEL GIOCO

Il motivo per cui è indispensabile investire il denaro, è la necessità di proteggerlo dall'inflazione che, silenziosamente, ne erode il potere d'acquisto nel tempo.

Far crescere il proprio denaro

Innanzitutto è importante sapere che non esiste un rendimento senza rischio...
Posto questo, esistono due modalità fondamentali per far crescere il valore del proprio denaro nel tempo:
  1. Prestare il denaro: è il mondo delle obbligazioni o degli immobili. Una terza persona prende a prestito da noi un importo di denaro (o un bene immobile), ci paga un tasso di interesse periodico (o un affitto) e si impegna a restituirci il capitale (o il bene immobile) ad una data scadenza.
    Il rendimento è dato dal tasso di interesse pattuito mentre il rischio è che la terza persona non rispetti il patto; minore sarà l'affidabilità del prestatario, maggiore sarà il tasso di interesse che richiederemo.
  2. Investire il denaro:è il mondo delle azioni. E' un modo per entrare in società con altre persone che hanno avuto una buona idea imprenditoriale e godere degli utili prodotti dall'attuazione e commercializzazione di tale idea. Il rendimento sarà legato agli utili che l'azienda sarà in grado di fare (in parte distribuiti sotto forma di dividendo, in parte reinvestiti facendo crescere il valore della società), mentre il rischio sarà legato alla possibilità che l'azienda non facci autili o addirittura fallisca.

Ma rende di più prestare il denaro o investire il denaro???

La risposta è semplice e intuitiva: se un imprenditore (o uno Stato) prende a prestito del denaro per fare degli investimenti potrà far fronte al pagamento degli interessi solamente se farà un utile maggiore; ecco che, se un'azienda non fallirà, l'investimento in azioni della società dovrà per forza rendere più rispetto all'investimento in obbligazioni.
In caso di fallimento, tuttavia, l'azionista perderanno gran parte (se non tutto) il capitale mentre gli obbligazionisti generalmente ne recupereranno una parte (mediamente tra il 30 e il 60%); questo è il motivo per cui, in situazioni "normali", all'investimento azionario è associato un maggior rischio.


Azioni e obbligazioni

Nel grafico sottostante (relativo al mercato americano) dimostra proprio il maggior rendimento realizzato dalle Azioni rispetto ai Titoli di Stato (o obbligazioni) e all'inflazione nel lungo periodo. Simili rapporti sono riscontrabili in tutti imercati che non abbiano sperimentato periodi di iper-inflazione (v. oltre)


Oro e Materie prime

Nello stesso grafico prima evidenziato è anche visibile l'andamento dell'oro: come si può notare in circa 2 secoli il prezzo dell'oro non si è praticamente rivalutato in termini "reali" riuscendo solamente a difendere il denaro dall'inflazione.
Il grafico che segue rappresenta i rendimenti delle principali asset-class al netto dell'inflazione.
Come si può notare l'indice rappresentativo delle commodities non si è affatto rivalutato in termini "reali" negli ultimi 140 anni, ricalcando l'andamento dell'oro.


1871-2010: Indici deflazionati

Periodi anomali

E' importante tuttavia notare come i rendimenti delle varie asset-class non si realizzino in modo lineare come è possibile evincere dal grafico seguente che rappresenta l'andamento del mercato azionario americano dal 1890 al 2009. Da quando esistono misurazioni affidabili, il mercato ha sempre alternato periodi di forte rivalutazione e periodi di consolidamento in cui le obbligazioni e persino la liquidità hanno performato meglio delle azioni.


Periodi di "anomalia" per le Azioni



Come è possibile verificare nel grafico sottostante che riporta i dati del mercato americano deflazionati, anche le obbligazioni hanno sofferto in alcuni periodi ritornando rendimenti abbondantemente inferiori all'inflazione. Spicca a tal proposito il periodo dal 1940 al 1985 dove un'investitore che avesse investito in Titoli di Stato alla fine degli anni '30, avrebbe dovuto attedere quasi 40 anni per recuperare la svalutazione dovuta all'inflazione.


Periodi di "anomalia" per Titoli di Stato e Obbligazioni


Situazioni ancora più pesanti si sono verificate ad esempio in europa in corrispondenza delle due guerre mondiali: in uscita dalle due guerre si sono verificati periodi di iper-inflazione che hanno fortemente ridotto il potere d'acquisto dei capitali investiti in Titoli di Stato, obbligazioni e liquidità.


L'iper-inflazione

Il grafico sottostante riguarda la situazione Italiana; l'iper-inflazione post-bellica ridusse di quasi il 90% il potere d'acquisto degli investimenti obbligazionari (dove erano investiti gli attivi dell'INPS) inducento, tra le altre cose, uno dei più significativi cambiamenti nel sistema previdenziale italiano (v. approfondimento).



Il valore della diversificazione

Per evitare il rischio di incappare in periodi di anomalia di durata tale da compromettere il raggiungimento di obiettivi importanti, è necessario diversificare gli investimenti. Nel grafico che segue, è visibile, ad esempio, l'andamento antitetico del mercato azionario Europeo rispetto a quello del mercato dei Titoli di Stato; è evidente come il trend positivo delle obbligazioni è partito quando le azioni hanno iniziato a scendere decisamente.

Correlazione negativa tra Azioni e Titoli di Stato


La diversificazione è tuttavia un esercizio complesso: investimenti che all'apparenza sembrano avere un reale potere di diversificazione, in particolari situazioni possono avere comportamenti molto diversi dalle attese; è il caso, ad esempio, dei Titoli di Stato italiani che, durante la crisi del credito iniziata nel 2008, hanno avuto un andamento opposto rispetto alla borsa italiana fino a ottobre 2009 per poi cambiare completamente natura.

Forte decorrelazione Btp-Azioni (15-06-2008 - 09-03-2009)

Forte correlazione Btp-Azioni (25-08-2010 - 30-12-2011)


RISCHI UTILI E RISCHI INUTILI - Il "Cono di Volatilità"

L'inflazione come pure il rendimento (sempre che ci si riferisca a investimenti diversificati) hanno un andamento atteso che può essere descritto abbastanza bene attraverso il cosiddetto "Cono di Volatilità" (approfondimento sul "Cono di Volatilità" e le relazioni tra rischio e rendimento nei vari mercati).

Il grafico mostra l'andamento statistico in funzione del tempo di un portafoglio di 100.000 € investito per il 25% in azioni e per il 75% in obbligazioni). Dopo 5 anni dalla partenza (linea gialla verticale), notiamo che, in corrispondenza del punto giallo, il livello 140.000 € incrocia la linea del cono corrispondente al livello di probabilità 16%; tradotto in termini comprensibili, ciò significa che dopo 5 anni solo 16 volte su 100 ritroverò un capitale finale maggiore di 140.000 €; per poter contare sul raggiungimento dell'obiettivo almeno una volta su due, è necessario attendere 6 anni e 10 mesi (incrocio nel punto verde della linea dell'obiettivo con la linea nera del cono corrispondente al livello di probabilità del 50%), mentre attendendo 10 anni 95 volte su 100 si avrà un capitale finale maggiore o pari a 140.000 €.

Nell'esempio riportato, in cui vengono investiti 100.000 € in un portafoglio prudente (25% azioni e 75% obbligazioni), vediamo come la probabilità di raggiungere l'obiettivo posto a 140.000 € aumenti all'aumentare dell'orizzonte temporale.
Immaginiamo adesso di avere un obiettivo a 3 anni pari a 120.000 €:

  1. con il portafoglio prudente (25% azioni e 75% obbligazioni) la probabilità di raggiungimento dell'obiettivo è pari al 50% a fronte di una perdita massima pari al -8%.
  2. con il portafoglio aggressivo (100% azioni) la probabilità sale al 60% a fronte però di una perdita massima pari al -50%.
Coni di Volatilità a confronto

E' efficiente correre un simile rischio per aumentare "solo" di un 10% la probabilità di raggiungimento dell'obiettivo??? Ognuno di voi saprà dare una risposta personale a questa domanda.

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